C'è una domanda che molti responsabili HR si pongono da tempo, spesso in silenzio, spesso dopo una riunione difficile o un colloquio di uscita inaspettato: perché le persone, anche quelle più capaci, sembrano sempre meno presenti?
Non assenti fisicamente. Presenti in modo diverso. Meno vive.
La risposta che il management cerca di solito è la motivazione: nuovi incentivi, programmi di engagement, survey sul clima. Ma la ricerca più recente dice qualcosa di più scomodo. Il problema non è la motivazione. È l'energia.
Quello che i dati ci dicono e che fa riflettere
Oltre la metà delle persone nelle organizzazioni sperimenta oggi sintomi di burnout, con effetti diretti sulla performance, sull'innovazione e sulla retention. In Italia, la fotografia non è più rassicurante: il 28% dei lavoratori italiani dichiara di lavorare "quanto basta" per adempiere ai propri compiti, senza impegno aggiuntivo (il cosiddetto quiet quitting) mentre il 13,6% ha in programma di lasciare il proprio posto entro i prossimi 12 mesi. SpeakwiseappJointly
L'engagement è ai minimi storici e quasi metà dei lavoratori si dichiara pronta a cambiare lavoro. Eppure l'86% delle aziende considera il benessere organizzativo un fattore strategico. Il paradosso è evidente: i budget per il welfare crescono, ma meno del 10% dei lavoratori si dichiara davvero bene dal punto di vista psico-fisico e relazionale. Risorseumane-hr
La ricerca di Deloitte su oltre mille lavoratori mostra che il 91% percepisce uno stress tale da compromettere la qualità del proprio lavoro. Non parliamo di persone fragili o poco resilienti. Parliamo del mainstream delle nostre organizzazioni. WorkTime
Qualcosa nel modello non funziona.
Il vero problema: non è la motivazione, è il sistema
L'energia delle persone non è una risorsa individuale, è il prodotto di un sistema: di come è strutturato il lavoro, di come funzionano le relazioni, di cosa le organizzazioni, consapevolmente o no. generano, amplificano o disperdono ogni giorno.
Questa è la domanda che ci interessa davvero: cosa fa sì che alcune organizzazioni riescano a liberare energia, mentre altre la consumano senza nemmeno accorgersene? È una domanda organizzativa, non individuale. E richiede dati, non opinioni.
La ricerca Impact Italia: un punto di partenza solido
La nostra ricerca "Energia in Circolo" condotta con la partecipazione di quasi 400 persone di oltre 30 aziende diverse, ci offre dati precisi su questo tema. Il 25% circa delle persone intervistate sperimenta sintomi di burnout. Il benessere mentale emerge come il principale fattore che drena performance organizzativa. Non la mancanza di competenze, non la tecnologia, non la complessità del mercato. Il benessere mentale.
Questi dati non sono solo una fotografia dello stato di salute delle nostre organizzazioni. Sono una mappa. E una mappa è utile solo se ci si mette intorno a un tavolo per leggerla insieme.
Energia in circolo — Milano, 7 luglio
Il 7 luglio, negli spazi di Edison Next alle Ex Manifatture Tabacchi di Milano presenteremo i risultati di questa ricerca e apriremo un confronto tra chi ogni giorno ha la responsabilità di costruire organizzazioni più sane. Sarà una conversazione tra professionisti che lavorano sulle stesse domande, con la concretezza che questo tema richiede. A chiudere la giornata, una visita guidata al MIC — Museo Interattivo del Cinema: un modo diverso di condividere uno spazio, rallentare e portare a casa qualcosa di inatteso.
Se lavori in ambito HR o guidi persone in organizzazioni complesse, questo è il posto in cui vale la pena essere il 7 luglio.
Per partecipare: [email protected] o iscriviti qui https://italia.impactinternational.com/evento-impact-energia
I posti sono limitati: ti aspettiamo
Scritto da Sabrina Bianchi, Marketing & Communication Director, Impact Italia