Leadership development - a walk in the park

Sviluppo della leadership – Una passeggiata nel parco

Due dei nostri consulenti Penny Mavor e Roy White hanno recentemente fatto una passeggiata insieme sulle colline vicino al nostro quartier generale a Windermere nel Regno Unito. Hanno parlato di come camminare, parlare e stare in mezzo alla natura aiutino i leader a rallentare e riflettere e quanto questo sia importante, ma anche quanto si sottovaluti che tale aspetto faccia parte dello sviluppo della leadership. Ecco la prima parte della loro conversazione.

Roy: Come va?

Penny: Ah (inspirando a fondo l'aria fresca invernale di Windermere) "molto meglio ora che sono qui a fare una passeggiata con te. Che bella idea!"

Roy: Anch’io, è bello avere la possibilità di incontrarti in un ambiente così bello. Ho notato che di recente hai utilizzato molte passeggiate da sola e momenti di riflessioni nei tuoi programmi. Penso che sia una cosa coraggiosa da fare perchè le persone con cui lavoriamo hanno spesso difficoltà a rallentare e riflettere. Com’è andata?

Penny: È stato fantastico. Non smette mai di stupirmi quanto semplice e profondo possa essere. Prendendo spunto dal tuo programma Going The Distance, uno dei momenti più intensi del nostro programma è quando i partecipanti camminano e parlano divisi in coppie, mentre si dirigono verso il rifugio, e come si prendono cura di loro stessi. L'invito a farlo incontra spesso delle resistenze. Le persone non ne capiscono il motivo, si sentono a disagio, fisicamente ed emotivamente. Ma poi finiscono per avere la più ricca delle conversazioni, parlando del loro benessere, mentre si stanno occupando di loro stessi. Qual è la tua esperienza?

Roy: Molto simile, di solito c'è una resistenza iniziale e poi poco alla volta senti il ‘suono’ di buone conversazioni, seguito poi dalla difficoltà di farli smettere. Mi fa venire in mente che c'è una maggiore evidenza di come reagiamo in modo diverso quando siamo in mezzo alla natura e questo situazione sembra attingere a qualcosa dentro di noi che crea un senso di benessere mentale (Webb et al, 2017). È stato anche dimostrato che camminare fianco a fianco stimola conversazioni più profonde. Mi piace anche il concetto di ‘solo moment’, come li hai usati?

Penny: Haha hai ragione ... l'ironia del nostro ruolo - spendiamo le nostre energie facendo parlare le persone o cercando di impedirle di farlo. È divertente che la scienza stia finalmente affermando ciò che noi già sappiamo e sentiamo: stare in mezzo alla natura ci rende fisicamente, mentalmente ed emotivamente più connessi. E a proposito della camminata laterale, in una recente sessione di coaching un dirigente europeo mi ha detto come si è impegnato ad avere sessioni di 30 minuti 1: 1 con tutti i membri del suo ufficio. Li porta tutti sullo stesso percorso - e mi diceva quanto ha imparato su ogni persona, non solo nelle conversazioni, ma anche dal modo in cui passeggiano insieme. È stato così bello ascoltare le sue riflessioni, come camminare li aiuta a rilassarsi, come conversano in modo rilassato. Infatti, ricordo ancora le riflessioni di questa persona dopo il ‘solo moment’. L'esperienza del ‘solo moment’ è diversa per ogni persona, ma spiegava di come all'inizio delle sue due ore la sua mente ‘correva’ - facendo liste di cose da fare e continuando a pensare - e poi a poco a poco, probabilmente aiutato da madre natura, ha detto che è diventato più tranquillo e silenzioso, e ha iniziato a osservare ciò che gli stava intorno, e cosa stava avvenendo dentro di lui, ed è stato attratto da tutto questo. Dopo questa esperienza tornò con una comprensione più profonda di quello che era importante per lui.

Ed è per questo che usiamo i ‘solo moment’ - incoraggiando i leader ad allontanarsi dalla frenesia e ad attingere al loro senso di sé e al loro scopo più profondo.

Recentemente, abbiamo pianificato di inserire un ‘solo moment’ di 60 minuti per questo leadership team, ma alla fine li abbiamo invitati a fare una passeggiata da soli, ma tutti insieme. A uno si sono incamminati in silenzio, a distanza l'uno dall'altro. È stato un momento importantissimo - e quanto è stato prezioso poter passare del tempo da soli ... e sentire, vedere e ascoltare i passi degli altri davanti e dietro, sostenendosi a vicenda.

Che cosa hai imparato su come i leader rallentano e riflettono?

Roy: Che in genere non lo fanno e all'inizio si sentono a disagio, come se si sentissero pigri e non stessero facendo un ottimo lavoro. È la stessa situazione che vediamo negli atleti quando non sempre danno valore al recupero, mentre in realtà è cruciale per la crescita e il miglioramento. Può anche essere interessante come facilitatore dire ad un gruppo che il modo in cui lavoreremo con loro per il prossimo paio d'ore è di lasciali da soli. Tuttavia, come dici tu, una volta che le persone sperimentano il potere della riflessione e del recupero, iniziano a vederne il valore. E quando lo fanno in mezzo alla natura il valore è ancora più alto, anche se i meccanismi di come questo sia possibile non vengono ancora compresi. Se mi viene chiesto "Cosa mi consiglieresti di fare per migliorare la leadership in un'organizzazione?" rispondo sempre di prendersi tempo per fermarsi, riflettere e riflettere e provare a mettere tanto valore su questa cosa come quello che facciamo quando pianifichiamo o agiamo. Come pensi che possiamo aiutare i leader a essere meno reticenti a riguardo?

Penny: È una bella domanda - per gli individui ma anche perché attinge a una sfida umana universale. La nostra capacità di riflettere è un dono umano, ma la nostra ‘impronta primitiva’ ci intrappola in un eccesso di controllo e ci porta a strafare. Penso, quindi, che possiamo aiutarli a vedere e percepire questa cosa. Per sperimentarla, facendo una pausa, riflettendo e riconoscendo la loro posizione predefinita. Forse è una domanda ben fatta, per farli guardare all’interno della propria reticenza. Oppure possiamo chiedergli quando si sentono più creativi e pieni di risorse. Arriveranno inevitabilmente a rispondersi. E dal tuo punto di vista, usando le analogie con lo  sport, con la  natura e con la vita quotidiana, emerge la necessità sia di azione che di riflessione: semina e raccolto, impastare la pasta e lasciarla riposare.

To be continued…